Superati 10 mln di bottiglie. Il Consorzio punta sul paesaggio rurale.

l 2021 tiene gli imbottigliamenti della Doc Custoza sopra i 10 milioni di pezzi. Per la filiera veronese, riunita in un Consorzio di 450 tra soci viticoltori, imbottigliatori e vinificatori, l’impatto della crisi economica ha determinato un -7% nei quantitativi rispetto agli anni precedenti, solo in parte ascrivibile alle chiusure in Horeca.

LA STRATEGIE ANTICRISI.
Come spiega a Tre Bicchieri la presidente Roberta Bricolo, il distretto ha reagito alla congiuntura negativa con una diversificazione dei canali di vendita: “Strategia rivelatasi vincente per le aziende strutturate anche nei mercati esteri, che hanno continuato a funzionare, e che insieme all’online ha consentito di compensare totalmente o in parte le perdite dell’Horeca Italia. Chi era presente in Gdo ha preservato o, addirittura, aumentato le vendite”. Qual è, quindi, la spiegazione del calo produttivo? “Soprattutto la modifica del disciplinare, dalla vendemmia 2019, che ha vietato la somministrazione del Custoza Doc sfuso alla spina”, chiarisce Bricolo. Una mossa che serve a elevare l’asticella della qualità e la percezione del valore.

In cifre

329 soci viticoltori
58 soci vinificatori
65 soci imbottigliatori
1.107 ettari rivendicati
144.000 quintali uve
100.800 ettolitri vino
10.280.000 bottiglie
25% export
35% biologico/Sqnpi

GLI INVESTIMENTI.
Circa 2,5 milioni di bottiglie di Custoza varcano oggi i confini nazionali per dirigersi prevalentemente in Germania. All’estero e all’Italia, le imprese hanno guardato con “fermezza, idee e strategie chiare”, sottolinea la presidente, che ricorda gli investimenti in formazione e know how, sostenibilità e digitalizzazione, marketing online ed enoturismo. “Nel primo semestre 2022, forti di un bilancio nettamente positivo” annuncia “investiremo fortemente in Usa con masterclass dedicate a operatori altamente specializzati”.

IL BIOLOGICO.
Il 2021, anno del 50 anniversario della Doc, ha registrato anche il via libera a un progetto di qualificazione della viticultura e di certificazione Sqnpi, per la produzione sostenibile: “Fornendo alle aziende gli strumenti che possano agevolarle in questa innovazione, come formazione specialistica, consulenza tecnica, supporto informatico. L’adesione è stata molto larga, con 40 tra aziende e viticultori”. Oggi il 35% della superficie vitata (1.107 ettari) è in regime di lotta integrata o biologico (un campo su cui il Consorzio è attivo da 30 anni).

IL TERRITOIO.
Il 6 giugno 2021, data dei 50 anni della Doc, si è celebrato il primo evento ufficiale post lockdown del Custoza che, poco dopo, si è aggiudicato la proposta di candidatura, da parte del Sottosegretario Mipaaf, Gian Marco Centinaio, per l’iscrizione nel Registro nazionale dei paesaggi rurali storici e per il Registro Fao dei paesaggi agricoli. E il Consorzio fa anche di più: “Siamo parte attiva di un progetto di paternariato Terre del Custoza” conclude la presidente Bricolo “che si prefigge di promuovere e incentivare lo sviluppo turistico”.

La vendemmia 2021

 

La qualità delle uve è stata buona, con punte d’eccellenza. L’andamento meteo incerto è stato protagonista, con gelate primaverili e grandinate estive che hanno colpito le varietà precoci di alcuni areali circoscritti. La produzione è di “grande livello qualitativo”, per lo stato di salute delle uve e gradazione raggiunta. Raccolti 144mila quintali di uve, rispetto ai 146 del 2020 e ai 148 del 2019.